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Garante: anno spartiacque per la privacy

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Il Garante della privacy ha presentato a Roma la relazione che riassume un anno di attività: un 2016 denso di sfide, che vanno dal nuovissimo regolamento europeo al diritto all’oblio, dal privacy by design alla complessa faccenda dei trattamento dei elementi personali nelle piattaforme globali. Un documento molto denso e autorevole, che parla di come siamo profilati e di come questo fatto va ogni volta analizzato, circostanziato, limitato ma altresì concesso.

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La folle proposta di legge anti bufale

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Le bufale? Solo se diffuse sul web e non dalle testate giornalistiche. Le punizioni per chi le pubblica? Ammenda e reclusione, con l’aggravante per chi “minaccia l’ordine democratico”. E poi obblighi di rettifica, definizioni generiche di falsità, disinformazione, anonimato, diffamazione, oblio. Quando ieri certi senatori di Ala (il gruppo legato a Denis Verdini) hanno presentato un disegno di legge di contrasto alle fake news è sembrato di assistere a una performance futurista. Invece è tutto vero: entro pochi giorni sarà assegnata la peggior legge mai vista, il capolavoro analfabeta del rumore dei nemici.

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T.C., l’oblio sia un suo diritto

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Certo, potremmo affrontare la vicenda di T.C. dal punto di vista umano, invocando silenzio e riguardo per il dramma vissuto dalla ragazza. Oppure potremmo affrontare la vicenda di T.C. dal punto di vista della tecnologia, chiedendoci quali responsabilità abbiano gli strumenti digitali e dove stia la loro neutralità. Potremmo pure tentare di calibrare le responsabilità, giocando a rimpiattino tra coscienza e rabbia, senza ottenerne nulla ma riuscendo a mettere assieme un numero di frasi sufficiente per articolare un discorso compiuto. Ma in ognuno di questi casi con cosa ne usciremmo? Nulla. Con nulla, in ogni caso.

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Niente diritto all’oblio in casi giudiziari gravi

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Non si può invocare il diritto all’oblio per vicende giudiziarie di particolare gravità e il cui iter processuale si è concluso da poco tempo. Le motivazioni di una nuovo disposizione del Garante della privacy sono perfette cornici di questa norma sulla deindicizzazione dei contenuti in Rete riguardo all’interesse pubblico. Se un caso giudiziario è grave e neppure concluso, non ha senso che una persona chieda di “svanire” dal web. Non è suo diritto, prevale il diritto altrui di non restare ignari.

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Niente oblio su Google per i terroristi

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Il Garante della privacy ha enunciato no al diritto all’oblio per un ex terrorista. La notizia, data e commentata dalla stessa cariche tramite il bollettino in rete dei suoi provvedimento, aiuta a comprendere quanto sia determinante nell’economia di questa particolare forma di cancellazione della memoria dalla Rete il peso che si deve dare all’interesse collettivo. Non è sempre facile, anzi si può dire che ogni caso fa storia a sé, ma in più occasioni è stato precisato dalle tanti parti coinvolte in questi procedimenti.

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Fonte: Niente oblio su Google per i terroristi

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