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Arriva la "Costituzione della rete". Presentata la carta dei diritti e doveri degli internauti

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Dopo un anno di lavori da parte della commissione per i diritti ed i doveri in internet, è stata presentata oggi alla camera dei deputati la dichiarazione dei diritti e doveri sulla rete. Un documento che vuole essere una vera e propria costituzione con diritti e i doveri che gli internauti devono seguire. La carta, la prima al mondo nel suo genere a livello istituzionale, parte dall'assunto dell'accesso a Internet come un diritto fondamentale (Art.2). I 14 punti della dichiarazione, ha sottolineato Laura Boldrini nel corso della presentazione, rappresentano per la presidente della Camera "l'affermazione dei diritti dell'utente digitale: da quello di accesso fondamentale della persona ad internet come condizione per il pieno sviluppo individuale e sociale, a quello alla conoscenza ed alla consultazione in rete". Il prossimo obiettivo dopo l'approvazione della Carta, ha spiegato la presidente della Camera in conferenza stampa annunciando che il testo sarà presentato al prossimo Internet governance forum in Brasile, è quello di farne confluire i principi in una mozione parlamentare unitaria. E la presidente della Camera auspica anche che, con la riforma del regolamento di Montecitorio, si possa considerare anche l'istituzione di una commissione permanente su Internet. "Oggi - spiega Boldrini - è una giornata di grande soddisfazione. Abbiamo costituito questa commissione composta di di deputati e di specialisti, tutti a titolo gratuito, per mettere insieme persone con sensibilità e opinioni diverse per arrivare a una sintesi che potesse avere l'adesione di tutti". Ci sono volute dodici sedute, sei incontri di audizioni di 46 specialisti nazionali ed internazionali ed una consultazione pubblica durata cinque mesi, con 14mila accessi e 590 opinioni espresse per arrivare alla stesura finale della Carta che è già online sul sito della Camera. La presidente della Camera sottolinea che la dichiarazione è "rivolta ai giovani", e si augura "che possa avere amplissima diffusione nelle scuole". E il lavoro della commissione prosegue anche dopo la presentazione della carta. "Questo è un lavoro che, al momento, abbiamo ritenuto il più omnicomprensivo e rivoluzionario possibile. Ma quello di internet è un fenomeno in continuo cambiamento, quindi anche una carta che vuole offrire dei diritti deve essere in evoluzione", sostiene Boldrini. Il presidente della commissione Stefano Rodotà sostiene che la Dichiarazione "sarà uno strumento per contribuite a costruire una cittadinanza nell'era di internet e rappresenta una novità vera: rappresenta infatti che anche in sede parlamentare sia possibile fare un buon lavoro". Grande attenzione è rivolta dalla Carta ai temi della privacy, della tutela dei dati personali e dell'anonimato in rete. Temi centrali nel documento che non si discostano molto dalle norme della attuale legge italiana sulla privacy, in particolare per quanto attiene al diritto all'autodeterminazione informativa, cioè al diritto di gestire il proprio profilo digitale e a costruire liberamente la propria identità all'interno di rapporti sociali che online divengono sempre più complessi. La nuova carta si differenzia in certi punti rispetto alla prima bozza diffusa lo scorso ottobre. Una delle principali novità di questa ultima stesura sta nella definizione del "Diritto all'inviolabilità dei sistemi, dei dispositivi e domicili informatici" (Art.7) che pare indicare la soluzione alle controversie sorte qualche mese fa circa la volontà del Governo di poter autorizzare le intrusioni informatiche senza garanzia nei computer degli utenti anche se per finalità di difesa e sicurezza dello Stato. Un articolo (l'11) viene dedicato al diritto all'oblio, il diritto cioè alla cancellazione di dati e notizie personali non più attuali ai fini dell'informazione e della ricerca storica. Un diritto che viene ribadito dalla Carta riprendendo quanto già messo in evidenza a livello europeo.

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